Monday, March 25, 2013

Thursday, March 21, 2013

ALDA

❝ Nessuno mi pettina bene come il vento. ❞ 
- Alda Merini


21.03.1931


GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA


“(…) una parola, gettata nella mente a caso, produce onde di superficie e di profondità, provoca una serie infinita di reazioni a catena, coinvolgendo nella sua caduta suoni e immagini, analogie e ricordi, significati e sogni…” (*)


qui


(*) Gianni Rodari, “Grammatica della fantasia. Introduzione all’arte di inventare storie”, Einaudi Ragazzi

Wednesday, March 20, 2013

SPICCHIO



C'è chi cerca l'altra metà della mela, io sto cercando ancora la mia mezza. Sono uno spicchio di me stessa.
Fabio Volo

Thursday, March 07, 2013

Tuesday, March 05, 2013

CAMBIARE


Chi ce l’ha se la tiene, la facoltà straordinaria di cambiare le cose, di cambiare se stesso; e chi non ce l’ha resta alla catena, come un cane che conosce e ama solo ciò che riesce a raggiungere tirandosi il collo.
Bianca - Tentativi di Botanica degli Affetti di Beatrice Masini

Friday, March 01, 2013

Friday, January 25, 2013

VOI DONNE

❝ Voi donne siete creature complicate. Avete un sacco di bisogni, lo dico sempre che per ogni donna ci vorrebbero quattro uomini: uno vecchio, uno brutto, un Mandingo e un gay. Quello vecchio per le coccole e i regali, quello brutto che si accolla tutte le incombenze, grato solo che uno splendore di donna come voi lo degni di attenzione, il Mandingo beh, va da sé a cosa serve, e quello gay per lo shopping e per spettegolare sui regali di quello vecchio e sulle performance del Mandingo. ❞ 
- Steve Harvey da SONO TUTTI UGUALI

Friday, November 23, 2012

DUMB WAYS TO DIE



sto ascoltando questa canzone da una settimana e non so come si smette. 
:3



DUMB WAYS TO DIE:

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Sunday, October 28, 2012

Cari ragazzi, dovete sognare -- Otto consigli per il futuro


Ve lo prometto: eviterò i sermoni e l'autobiografia. Insieme alla bici da corsa, alla cucina gourmet e allo spettacolo delle ragazze d'estate costituiscono le tentazioni di chi ha i capelli metallizzati, radi o assenti. Troverete, nelle prossime pagine, solo pochi ricordi: se li ho utilizzati è per aiutare chi legge, non per consolare chi scrive. E nessun paternalismo, spero. Noi siamo la generazione cui ancora rubavano l'autoradio: il rischio esiste. Sulla gente che offre buoni consigli quando non può più dare cattivi esempi, tuttavia, sono state scritte memorabili canzoni. L'esperienza è un antipasto preparato da qualcun altro. Si può assaggiare o rifiutare, e in ogni caso non bisogna consumarne troppo.
Il libro che state per leggere non è riservato ai laureati, ai ventenni o ai giovani: categoria vasta, generica e insidiosa. Anche se è nato nelle università - come spiegherò alla fine - Italiani di domani è destinato a chi vuole provare a ragionare sul proprio futuro, e magari a cambiarlo. Se vogliamo riprogrammare noi stessi e il nostro Paese - brutto verbo, bel proposito - dobbiamo continuare a provarci, anche quand'è finito il tempo epico della gioventù.
Nelle prossime pagine troverete otto passaggi; se preferite, otto chiavi per il futuro. Ognuno contiene altrettante sottopassaggi. Otto è un numero sensuale e simmetrico: non piace solo ai cinesi, che di queste cose se ne intendono. Sono le otto T del tempo che viene: prendetele o scartatele, tutte o in parte. Se le scartate, però, pensate perché lo fate. È comunque un buon esercizio.

1 TALENTO - Siate brutali 
La ricerca del proprio talento non è soltanto una forma di convenienza e un precetto evangelico: è una prova di buon senso. Scoprire ciò che siamo portati a fare - qual è la nostra attitudine o predisposizione - richiede tempo; e non risolve i nostri problemi di lavoro, realizzazione personale o inserimento sociale. Però aiuta. 
Se il vostro talento corrisponde alla vostra passione, tanto meglio. Se così non fosse, siate onesti - anzi, spietati - con voi stessi. Ricordo quanto mi piacesse giocare a calcio, da ragazzo. Correvo, contrastavo, crossavo, rientravo. Purtroppo, non possedevo la combinazione di intuizione, fantasia e tecnica che vedevo in alcuni avversari e compagni di squadra. Riconoscevo intorno a me il talento, ed ero abbastanza onesto - o non così sciocco - da ammetterlo: potevo mettere in campo solo la mia buona volontà, e non bastava. Sui giornali, oggi, leggo colleghi che scrivono come io calciavo al volo di sinistro. Ma non hanno avuto la capacità di capirlo, o la forza di ammetterlo.

2 TENACIA - Siate pazienti 
L'invito alla pazienza è fuori moda, lo so. Chiamatela tenacia, allora. È l'abilità di identificare un obiettivo e inseguirlo. È la capacità di tener duro. È l'abitudine alla fatica. È la forza di sopportare un capo insopportabile. È la calma con cui si cercano i risultati, sapendo che occorre seminare per raccogliere. E non basta: occorre conoscere semente e terreno. Vengo da molte generazioni di agricoltori: questo aspetto non mi può sfuggire.
Solo la costanza dei comportamenti produce risultati. Le cose buone fatte saltuariamente servono poco. Su noi italiani pende il sospetto metodico dell'inaffidabilità. Siamo i campioni mondiali del bel gesto, che richiede generosità e teatralità. Siamo meno bravi nei buoni comportamenti, che impongono metodo e coerenza.
Il talento non basta: occorre tenacia. Tra una persona talentuosa senza tenacia e un'altra tenace, ma senza talento, sarà quest'ultima a ottenere i risultati migliori.

3 TEMPISMO - Siate pronti 
Talento e tenacia non sono sufficienti, bisogna possedere il senso del tempo. La consapevolezza che le cose cambiano, e noi cambiamo con le cose. I californiani Byrds ( Turn! Turn! Turn! ), l'argentina Mercedes Sosa ( Todo cambia ) e il greco Eraclito ( Sulla natura ), in fondo, ci dicono la stessa cosa. 
Non si scende mai due volte nello stesso fiume;
nulla è perenne, tranne il cambiamento.
Il mutamento dev'essere visto come un'opportunità, non una fonte d'ansia. Il tempismo - la capacità di cogliere il momento - è una qualità; l'opportunismo, un difetto. Il tempismo è la virtù di chi guarda il mondo che gli gira intorno, e trova l'attimo e il modo per salire a bordo. L'opportunismo è il vizio di chi pretende il turno, e non si diverte nemmeno.
La scaramanzia è stupida, ma le coincidenze sono stupende. Poiché giochiamo con le T, quindi, ricordate i Treni che Transitano. C'è chi li prende in corsa, e chi non li vede nemmeno se si fermano davanti e spalancano le porte. Per rimanere a bordo, poi, occorre essere buoni passeggeri. Anzi, passeggeri utili. Quando l'occasione arriva, bisogna farsi trovare pronti. Conoscere una tecnica, una disciplina, un'arte, un meccanismo, un mezzo, uno strumento, una lingua: tutto serve, e qualcosa si rivelerà indispensabile. Tecnica e perizia sono vocaboli desueti; ma saper fare le cose, al momento giusto, non passerà mai di moda.

4 TOLLERANZA - Siate elastici 
Quante volte usiamo espressioni come «assolutamente sì», «sicuramente», «senza dubbio»? Troppe, probabilmente. Coltivate le sfumature, tollerate l'imperfezione, modificate gli obiettivi. Quando i fatti cambiano, è sciocco non cambiare opinione. Ha scritto il poeta Valerio Magrelli: «Talvolta bisogna saper scegliere il bersaglio dopo il tiro». 
Accettate i compromessi: ma non tutti e non sempre. Talvolta sono l'unica alternativa al conflitto. Ma devono essere decorosi. Vi chiederete: qual è il metro di giudizio? Semplice: se diventassero pubblici, non devono mettervi in imbarazzo. Ecco perché i compromessi della politica - pensate a certe nomine e a certi accordi - sono spesso sbagliati: perché sono irriferibili. 
La tolleranza è come il vino: un po' fa bene, troppa è dannosa. Un eccesso che ha indebolito l'Italia, e rischia ancora oggi di portarci a fondo. L'indulgenza riservata agli amici, la severità invocata per gli avversari, l'abitudine a considerare fisiologici comportamenti patologici. Il mondo dell'università e del lavoro sono pieni di brutte abitudini, accettate silenziosamente, quasi per stanchezza. Quando il malcostume viene reso pubblico, si passa dalla rassegnazione all'indignazione. Ma passa in fretta anche quella. Costa fatica.

5 TOTEM - Siate leali 
Alzate un totem, e restategli fedeli. 
Stabilite le vostre regole: non si ruba, non si mente, non si imbroglia: l'elenco non è poi così lungo. Non spetta a un libro - di sicuro non a questo - decidere quante e quali regole: l'importante è averne, e rispettarle. Diffidate di chi s'appella all'etica e si fa scudo con la religione: guardate cosa fa, non cosa dice di voler fare. «Il fine giustifica i mezzi» può essere un (imperfetto) riassunto del pensiero di Niccolò Machiavelli. Di sicuro, Gesù Cristo non l'ha mai detto.
L'Italia non cambierà finché migliaia di voi, italiani di domani, non verranno da migliaia di noi - i vostri padri e le vostre madri, i vostri datori di lavoro, i vostri superiori - a dire: «Così non si fa». Un figlio che entra in una stanza, si chiude la porta alle spalle e pronuncia queste quattro parole vale più di qualsiasi magistrato, carabiniere, finanziere, consulente, editorialista e confessore.
Il peccato più grave è convincervi dell'inutilità dell'onestà.

6 TENEREZZA - Siate morbidi 
Perfino gli economisti, introducendo il concetto di GNH ( Gross National Happiness , felicità interna lorda), hanno capito che il benessere non si riduce ai numeri. Il benessere collettivo dipende da molti altri fattori, che si possono riassumere nel concetto di qualità della vita. Un'area dove noi italiani godiamo di molte fortune (storiche, geografiche, climatiche, artistiche, alimentari e caratteriali). Sembrano essere gli stranieri, tuttavia, a capirlo più in fretta.

7 TERRA - Siate aperti 
Gli intolleranti, spesso, sono soltanto ignoranti. Non dispongono di termini di paragone, giudicano il mondo chiusi nel loro angolo. La possibilità di confronto è una ricchezza, una gioia e una fortuna. Insegna la prospettiva, i modelli e le relazioni. Essere aperti è un vantaggio; e non costringe a dimenticare le proprie origini, come pensa qualcuno.
David Brooks, celebre columnist del «New York Times», ha assistito a un concerto di Bruce Springsteen a Madrid e si è stupito di trovarsi fra migliaia di giovani spagnoli che gridavano « Born in the USA! ». Poi ha capito. Il successo internazionale di Springsteen dipende dalla capacità di ricordare sempre chi è, da dove viene, cosa lo ha formato e lo ha ispirato. I ragazzi, le strade e le notti del New Jersey sono universali perché il Boss è rimasto un prodotto locale. Potremmo dire, se l'espressione non fosse abusata: non ha perso le proprie radici. 
Vale per lui, vale per voi, vale per tutti. Se siete attirati dal mare aperto del mondo, andate. Partite. Scappate. Ma ricordate che una nazione, una regione, una città, un quartiere, una scuola, un'associazione, un gruppo di amici e una famiglia sono il porto da cui siete partiti; e dove, magari, tornerete. Anche nomadi e marinai hanno patria.

8 TESTA - Siate ottimisti 
I motivi per essere pessimisti ci sono sempre. Anche quelli per essere ottimisti. È una questione di atteggiamento. Anzi, di testa. Guardate la storia recente: i vostri nonni, bene o male, hanno ricostruito l'Italia; ma i vostri genitori - la mia generazione - non hanno agito con altrettanta lungimiranza. Abbiamo arredato il Paese per starci comodi, senza pensare al futuro e senza badare a spese. La fattura, adesso, è nelle vostre mani. 
Motivo per essere ansiosi, irritati e delusi? Certamente. Ma ansia, irritazione e delusione non portano lontano. Un consiglio, quindi, che è anche una preghiera: siate indulgenti, e tirate diritto. Se vogliamo restare all'allegoria marinara del passaggio precedente: le recriminazioni sono àncore nella sabbia, impediscono di prendere il largo. Le generazioni (gli imperi, le nazioni, i governi, le aziende, le famiglie, le coppie) si perdono per sufficienza, mollezza e cattive abitudini. Non a causa delle tempeste. Questa non è una giustificazione per noi, ma potrebbe essere una (piccola) consolazione per voi.
Portate talento, tenacia, tempismo e tolleranza in ciò che fate. Difendete i vostri ideali, guardate la vita con ironia, non dimenticate chi siete e da dove venite. Portate per il mondo quel «sentimento italiano senza nome» (Goffredo Parise) che ci rende speciali.
Soprattutto, non diventate cinici. I protagonisti delle moderne tristezze italiane, trent'anni fa, erano come voi: terminavano gli studi, iniziavano a lavorare, annusavano il futuro, avevano la luce negli occhi. Allora volevano cambiare il mondo. Oggi, al massimo, l'automobile. Se è di servizio, meglio.
Ripeto: voi non potete sognare, voi dovete farlo. Questo è l'unico ordine. Gli altri erano solo consigli.

Beppe Severgnini

Monday, October 01, 2012

She cultivates a taste for small pleasures




“Amelie has no boyfriend. She’s tried once or twice, but the results were a letdown. Instead, she cultivates a taste for small pleasures: dipping her hand into sacks of grain, cracking creme brulee with a teaspoon, and skipping stones at St. Martin’s canal.” 

Tuesday, September 18, 2012

ODIO E AMO

Odio le penne che non scrivono. Le Hogan, soprattutto le Interactive e le Birkenstock. Chi fa la vittima e non reagisce. La lana che pizzica. Angel di Thierry Mugler e qualsiasi profumo alla vaniglia. Pulire la frutta. La batteria dell'Iphone che si scarica sempre nel momento sbagliato e il correttore automatico che mi cambia le parole a suo piacimento. La sveglia, qualsiasi sveglia. Il male di vivere che mi assale nell'esatto istante in cui devo struccarmi. I piumini, i giubbotti e i cappotti con il pelo, ma soprattutto le pellicce. Quelle che si credono fashion blogger solo perchè sono piene di soldi e possono avere un outfit diverso ogni giorno. Rovinarmi lo smalto appena asciugato. Chi ha lo smalto delle mani di colore diverso da quello dei piedi. Le infradito di plastica in città. Aspettare. Odio chi dice "ti capisco" e invece non sa nulla. Le melanzane e il gorgonzola. Quelli che parlano al cinema. Il cambio di stagione, non so mai cosa mettermi.





Però mi piace James Franco. La Nutella e il cioccolato. Le ciliegie. Leggere un bel libro la sera. Le cabine armadio. I tacchi e le Converse. Fare la manicure con le mie amiche. Il tea con mia sorella. I tatuaggi. 

Tuesday, September 11, 2012

Siate, un martedì.


Siate rock.
Siate romantiche, esasperatamente romantiche. Sdolcinate se vi va.
Disordinate: non è detto che le scarpe debbano necessariamente trovare la loro ragion d'essere dentro una scatola bianca con una polaroid come biglietto da visita.
Siate incazzate.
Siate dolci. Dedite alla cucina se immergere le mani nella pasta frolla vi distende i pensieri. 
Femmine. Qualunque sia il significato che volete attribuire a questa parola, qualunque sia la nuance di rossetto che sentite disegnata sulle vostre labbra.
Immature. Frivole.
Siate ancorate alla terra, come piedi nudi sul marmo. E siate pronte a prendere il volo anche scalze.
Siate provocatorie e sappiate cogliere la provocazione, cosa assai difficile ormai assuefatte come siamo dalla volgarità.
Siate spavalde nell'ostentazione dei vostri sentimenti. Timide negli sguardi. Indecise perché non è detto che si debba sempre avere una risposta, ed una soltanto, ad una domanda.
Libere. 
Siate morbide: nelle curve e nei gesti e nelle parole.
Siate protagoniste delle vostre ore. 
Menefreghiste se questo vi aiuta a stare meglio.
Siate logorroiche. E tacete se avete finito le parole o semplicemente siete stanche di pronunciarle.
Siate struccate. Scompigliate. Sfatte. Destrutturate, come una giacca imbastita sulle spalle. 
Scompigliate perché i capelli sempre in ordine sono noiosi. 
Imbronciate. Ma capaci di ridere, prima di tutto di voi stesse.
Siate leggere. O pesanti, senza vergogna. 
Pudiche se la nudità del corpo o dell'animo non vi appartiene. 
Sfacciate se vi piace dormire a pancia in su, prive di rossori sulle guance. 
Finte ingenue. O siate, semplicemente, sincere.
Siate generose.  Avide d'amore in amore. Cacciatrici o prede. 
Coraggiose.
Siate madri. Figlie. Ragazze della porta accanto. Amanti. Mogli. Single convinte.


Siate qualunque cosa vogliate essere. 

Qualunque. E siatelo oggi. Non domani. 
Oggi che è martedì. Un anonimo martedì di settembre. 


Perché il lunedì lo attendiamo solo per poterci ripetere per l'ennesima volta che staremo lontane dai carboidrati e vicine alla palestra. Ma per essere noi questo martedì è assolutamente perfetto 



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da qui

Thursday, September 06, 2012

I love people who make me laugh.

Audrey Hepburn with Dean Martin on the set of "Sabrina"

❝I love people who make me laugh. I honestly think it’s the thing I like most, to laugh. It cures a multitude of ills. It's probably the most important thing in a person.❞ 
Audrey Hepburn

Monday, September 03, 2012

STRAORDINARIO

La buona notizia è che non è necessario essere straordinari per il mondo intero. E’ sufficiente esserlo per qualcuno.

© Pauline Darley